Scheda #5. Dal balletto d’azione al Tanztheater

kontakthof01lazioszito

Kontakthof con adolescenti

A partire dal Settecento si assiste a un graduale cambiamento nel mondo della danza; alcuni coreografi iniziano a spostare i loro interessi non solo sulla perfezione della tecnica e sulla staticità dei movimenti bensì sul rapporto tra corpo e natura. Riscoprendo i modelli antichi, si prendono in considerazione i mimi greci e romani, fino a sviluppare un concetto di danza che dipinga i sentimenti e le azioni umane attraverso i gesti del corpo. La danza assume nuovi connotati e diventa forma vitale dell’espressione e della comunicazione umana, un atto unico volto a rappresentare i sentimenti dell’individuo, legata non solo alla bellezza dei movimenti ma allo sviluppo della psiche e dell’anima.
Da questo momento vari stili danno il via a un susseguirsi di innovazioni e di pensieri legati a questa nuova visione della danza, primo tra tutti il danzatore e coreografo francese Jean-Georges Noverre, considerato il creatore del balletto d’azione. Rifacendosi al modello della pantomima, il suo stile incorpora l’unione di tutte le arti, musica pittura e scultura, per creare un’opera in danza che senza l’ausilio della parola sia in grado di costruire un’azione drammatica che riesca a esprimere le passioni dell’anima. Il danzatore, spogliato dei costumi e delle maschere che ostacolano l’interazione con lo spettatore è finalmente libero di esprimere se stesso e di agire. Georg Fuchs, teorico dello spettacolo, direttore teatrale e autore drammatico tedesco dirà sulla danza: «L’arte della danza e l’arte mimica sono la stessa identica arte; infatti sono entrambe per natura: ritmico movimento del corpo umano nello spazio esercitato con l’impulso creativo di portare alla rappresentazione, attraverso i mezzi espressivi del proprio corpo, una sensazione.»

Principi guida seguiti e maturati nel corso degli ultimi due secoli da coreografi come Isadora Duncan, che con la rottura dei canoni estetici rivendica la libertà assoluta del movimento, e Rudolf Laban, maestro di “danza libera” nonché primo motore della danza moderna europea. Fino ad arrivare al Tanztheater tedesco, affermatosi nei primi anni sessanta del Novecento, le cui poetiche risalgono per l’appunto al lavoro svolto da Laban e dalla sua allieva Mary Wigman. Pionieri di questa corrente furono Reinhild HoffmannSusanne Linke e la sua esponente più nota Pina Bausch.

Pina Bausch: la signora del Tanztheater

«Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza».
È così che la grande signora del Tanztheater, Pina Bausch, definiva la danza durante il discorso per la consegna della Laurea Honoris Causa presso l’Alma Mater Studiorium, Università degli Studi di Bologna, nel 1999.
Pina Bausch nasce a Soligen nel 1940, sin da subito considera la danza un mezzo di espressione molto più importante delle parole. Tutto ciò che non si riesce a dire a voce lo si può comunicare attraverso i movimenti; sono così tanti i differenti stati d’animo, tante le sfumature e le tonalità da esprimere che la vera ricchezza sta nel riuscire a renderli visibili. Durante la sua formazione alla Folkwangschule di Essen, sotto la straordinaria direzione del maestro Kurt Jooss, ha modo di entrare in contattato con tutte le arti sceniche e figurative, dalla musica all’opera, dalla scultura al disegno, integrandole nel repertorio che spaziava dal balletto classico ai diversi stili della danza contemporanea, fino al folklore europeo.
La molteplicità rintracciata durante il suo percorso di studi viene arricchita al suo arrivo a New York. Lavorare e vivere da sola in una città dove ogni giorno si incontrano tante persone con mentalità, culture e modi di vivere diversi, lascia nella Bausch un segno profondo, l’inizio di un lungo cammino di ricerca che, alimentato della curiosità verso tutto quello che può essere definito come “diverso” dalle proprie inclinazioni, sarà il punto di partenza del suo futuro metodo di lavoro. Al ritorno in Germania, sulla base di quanto appreso nel corso degli anni, mette da parte la sua carriera di danzatrice e inizia a creare lei stessa coreografie. In un primo momento rimanendo ancora legata alla classicità sceglie opere come Orfeo ed Euridice, un mito trasformato in Tanzteather, su musiche di Christoph Willibald Gluck, in cui la struttura coreografica, sotto certi aspetti, rimane strettamente connessa alle tecniche tradizionali, creando una potentissima relazione con la musica e un forte impatto visivo dato anche dalle scelte scenografiche. Alla base già in questa opera c’è l’investigazione dell’umano, laddove i temi del mito riguardano ognuno di noi ed evocano quel senso di dolore, l’accettazione della morte e della natura che ci sovrasta. I richiami a quest’ultima saranno presenti in tutte le future opere bauschiane, soprattutto nelle scelte scenografiche che portano in scena elementi come terra, piante, fiori e acqua. Tempo dopo, arriva la vera rivoluzione della danza bauschiana: il metodo delle domande. Si tratta di un nuovo percorso di ricerca, che inizia ponendo domande ai suoi danzatori per far emergere, in modo cauto, quelle emozioni che ognuno era in grado di trasmettere danzando. A segnare l’inizio concreto di questo processo lavorativo e del suo teatrodanza è Blaubart. Creato nel 1977 e montato su un’opera di Béla Bartók, rispecchia un perfetto lavoro di connessione tra coreografia e teatro.

Pina-Bausch-Kontakthof-2010Vanja-Karas-©19_MG_2293

Kontakthof con performer over 65

Kontakthof: un punto di contatto tra generazione

Il nuovo Tanztheater nasce in Germania in un periodo di isolamento dovuto alla fine delle guerre mondiali, in cui la nazione stava pagando le terribili azioni compiute durante il conflitto. È proprio a questo a cui fa riferimento Kontakthof: in scena vediamo un piccolo mondo borghese speranzoso e con la voglia di ricominciare, nonostante sia ancora in preda a manie, nevrosi e tic di un passato non del tutto superato. Kontakthof è un capolavoro del teatrodanza, replicato in tutto il mondo; è un quadro perfetto della società che la Bausch, nel corso degli anni, decide di mettere in scena con tre cast diversi, nel 1978 con la sua compagnia di ballerini professionisti, nel 2000 con persone over 65 per poi riprenderlo un’ultima volta nel 2008 con un gruppo di adolescenti.
Dopo l’esordio con i ballerini teutonici del Tanztheater Wuppertal, nelle due riprese successive Kontakthof mette a confronto due generazioni che rispondono a esigente diverse; da una parte la vita vista da chi ancora deve affrontare tutto ciò che ha in serbo il futuro e dall’altra parte chi ha già vissuto e l’unica cosa che può fare è raccontare. D’altronde Kontakthof, come dice il titolo stesso, è un luogo di contatti.
Nel 2000 è la volta di Kontakthof mit Damen und Herren ab ’65; i protagonisti diventano 27 anziani, 13 uomini e 14 donne tra i 58 e i 75 anni, ingaggiati dopo un’audizione riservata ai soli dilettanti over 65. Le scene e i costumi riproducono gli originali di Rolf Borzik e in risposta ai principi della mimesis, secondo cui il teatro è una riproduzione della vita reale in scena assistiamo ai rituali tipici di corteggiamento, qualcuno chiacchiera e altri ballano. Il pubblico, com’è tipico del teatrodanza di Pina Bausch ascolta le storie raccontate in tono amichevole dagli interpreti che parlano ora in tedesco, ora in inglese o in un sorprendente italiano perfetto, come accade nella rappresentazione al Teatro Comune di Ferrara nel 2003. Tre ore di fascino, di danze composte da lunghe camminate in diagonali e girotondi ripetuti all’infinito, un canone continuo di movimenti, di emozioni vissute e trasmesse attraverso un corpo che è scena di quotidianità, espressa in gesti musica e parole. Tecnica linee e passi non sono più fondamentali, ciò che conta da sempre nel teatro della Bausch è l’individualità del danzatore. Kontakthof mit Damen und Herren ab ’65 è la realizzazione di ciò che la coreografa aveva già immaginato sin dagli esordi di questa creazione, una scommessa lanciata a se stessa e agli interpreti originali: ricostruire lo spettacolo una volta raggiunta l’età adatta. La sua ambizione iniziale era quella di aspettare, affinché fossero proprio gli interpreti della sua compagnia a essere sulla soglia dei sessanta, per poter riprodurre Kontakthof come lei lo aveva immaginato, solo successivamente la scelta ricadde su un gruppo di dilettanti.
Nel 2008 per la terza volta, viene ripresentato Kontakthof Ein Stück von Pina Bausch mit Teenagern ab 14, un lavoro che non è stato interrotto neanche dopo l’improvvisa scomparsa della Bausch avvenuta nel 2009. Quello sprazzo leggermente malinconico del precedente riallestimento, viene qui sostituito dalla timidezza di chi ancora non sa niente dell’amore, della delusione e della crudeltà che a volte può riservare la vita. In scena vediamo 43 ragazzi dai 14 ai 16 anni scelti dopo una selezione effettuata nelle scuole di Wuppertal. Sotto la guida delle due storiche ballerine del Tanztheater, Benedict Billiet e Jo Ann Endicott, i ragazzi sono riusciti a portare sul palcoscenico i loro sogni, desideri e timori, mettendo a nudo prima di tutto se stessi. È sorprendente come uno spettacolo come Kontakthof, nato su corpi di professionisti, possa adattarsi perfettamente e senza che ne venga stravolto il senso a trascorsi di vita così diversi e che allo stesso tempo sono uno la concatenazione dell’altro.

13006665_1321832527833394_453298441885752514_n

A different kind of age

L’evoluzione di Age in A different kind of age

In modo analogo al sopracitato Kontakthoff si potrebbe dire che Francesca Pennini abbia costruito A different kind of age, spettacolo che debutta oggi al Teatro Arena del Sole di Bologna in occasione della rassegna Ipercinetica. Lo spettacolo è una sorta di ampliamento di <age>, andato in scena per la prima volta nel 2012 e vincitore del “Bando Progetto Speciale Performance 2012. Ripensando Cage”. La Pennini ha avuto modo di vedere Kontakthoff al Teatro Comunale di Ferrara nel 2008 con il gruppo degli over 65. Pur non essendo né un omaggio né una citazione dichiarata allo spettacolo della Bausch, le affinità sono evidenti: infatti anche in A different kind of age ritroveremo quel confronto tra due generazioni che la Bausch aveva messo in scena nel corso degli anni.
<age> nasce per un gruppo di adolescenti che, nell’ideale della Pennini, sono i performer perfetti per questo spettacolo. Il fatto che l’età sia stato un elemento così importante del lavoro sembrava un parametro interessante da ribaltare per ripartire da zero. Anziché prendere un lavoro già esistente e cambiare la fase di vita degli interpreti, come ha fatto Pina Bausch, la Pennini ha deciso di aggiungere direttamente al cast, composto già da nove adolescenti, un gruppo di over 60. Come nel teatro della Bausch, dove la coreografa poneva una serie di interrogativi a se stessa e ai suoi ballerini, anche A different kind of age sfrutta una simile premessa. Gli interpreti hanno dovuto rispondere a un questionario con più di mille domande che sono servite alla Pennini e ad Angelo Pedroni per costruire la drammaturgia dello spettacolo; in che modo siano state usate queste domande lo si capirà direttamente in scena.
Gli “esemplari” di <age>, così come vengono definiti durante lo spettacolo, sono stati selezionati nelle scuole e quelli che vedremo in tale rifacimento appartengono alla seconda edizione del 2014. Sia la maggior parte degli adolescenti sia il cast degli over 60 sono alle prime esperienze nel mondo del teatro. In A different kind of age assisteremo ai “comportamenti” di ogni esemplare, danzatori che con ironia e divertimento metteranno in scena la propria unicità.

Arianna Proietto o Sansone

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...